Bottega Esoterica

di Alessandro Bonet

Simon Mago:
l'uomo che volle comprare Dio

Se c’è un personaggio per il quale l’aggettivo “divisivo” è quanto mai azzeccato, questi è sicuramente Simone di Gitta, altrimenti noto come Simon Mago.

Nei Vangeli canonici appare negli Atti degli Apostoli.

Un samaritano che stupiva con le sue arti magiche, tanto che la gente del posto ne diceva, testuali parole: «Costui è la Potenza di Dio, quella che è detta Grande». Sempre negli Atti si narra che, successivamente alla venuta degli apostoli, portatori dello Spirito Santo, Simone vi si accostò e venne battezzato da Filippo.

La sua storia, però, subisce una brusca virata quando, vedendo che Pietro e gli apostoli imponevano le mani per trasmettere lo Spirito Santo a coloro che si erano convertiti con il Battesimo, chiese, in cambio di denaro, di avere egli stesso il medesimo potere.

Pietro lo ammonì severamente per aver osato mercanteggiare il dono di Dio, esortandolo a pentirsi e a pregare il Signore per ottenere il perdono per la sua cattiveria.

Da qui in poi, dire come siano andate realmente le cose per Simone è pressoché impossibile.

Primo, perché non si sa nulla o quasi della sua vita: nato, si presume, in un villaggio della Samaria, Gitta o Gitton, nel I secolo d.C., pare abbia studiato ad Alessandria, ma nessuna di queste notizie è comprovata con certezza.

Secondo, perché, a dispetto della sua scarsa biografia, quello che si è detto e scritto su di lui è talmente ampio e variegato che oggi, se volessimo usare un aggettivo cinematografico, potremmo dire che si tratta di un vero e proprio “multiverso” che nulla avrebbe da invidiare a Star Wars o agli Avengers.

Innanzitutto, a Simon Mago viene imputato di avere dato origine a uno dei più gravi e terribili peccati della Cristianità, che porta addirittura il suo nome, e cioè la Simonia.

Quella che fu una richiesta ritenuta inaccettabile e oltremodo blasfema per Pietro e gli apostoli, negli anni a venire assunse i connotati di un vero e proprio reato. Nel Medioevo la Simonia rappresentò una piaga devastante per la Chiesa. Non si contavano i casi di “compravendita” di indulgenze, favori e sacramenti, di cariche religiose, nonché di beni materiali.

Il fenomeno raggiunse dimensioni tali che si rese necessario l’intervento diretto di un Pontefice, Gregorio VII, per tentare di estirparlo o almeno di arginarlo. Stiamo parlando, nello specifico, della riforma gregoriana dell’XI secolo.

Le testimonianze controverse su Simon Mago provengono da più fonti e basta leggerne alcune, tra le tante, per avere immediatamente la netta sensazione che a prevalere non sia la volontà di raccontare le sue gesta e la sua vita, quanto il desiderio di costruire un archetipo ad hoc. In altre parole, più che un personaggio della storia e della religione, Simone appare come il prodotto di una propaganda che raggiunge vette estreme di esaltazione ma anche i più profondi e neri abissi della denigrazione.

Si possono citare, ad esempio, alcuni illustri e autorevoli testi apocrifi, come gli “Atti di Pietro”, dove viene descritta un’epica battaglia avvenuta a Roma, con tanto di fenomeni soprannaturali, tra il Mago e Pietro, nella quale, grazie all’aiuto di Dio e dello Spirito Santo, il primo papa ebbe la meglio. Anche San Giustino Martire raccontò della sua esperienza a Roma, dove pare fosse venerato alla pari di un dio, ma c’è da dire che a quel tempo, sia in Giudea sia in Samaria e persino a Roma, abbondava la presenza di presunti maghi e ciarlatani. Esistono testimonianze che lo vogliono addirittura consigliere di Nerone, al quale pare abbia suggerito l’idea di dare inizio alla persecuzione verso i cristiani, culminata con il famoso incendio.

In altri scritti si può ritrovare che, contrariamente a quanto riportato inizialmente negli Atti degli Apostoli, Simon Mago non trovò né remissione né conversione dopo il battesimo, ma proseguì per la sua strada, avversa a quella del Cristianesimo, per fondare un proprio culto, dopo una reinterpretazione del messaggio di Dio divergente da quella professata dagli apostoli.

Anche tra le fonti esoteriche ci sono parecchie dissonanze. Per una corrente di pensiero che attribuisce a Simone la paternità dello gnosticismo, ne esiste una antitetica che, pur riconoscendogli un ruolo all’interno della Gnosi, che come sappiamo vedeva la luce in quegli anni, non gli attribuisce ruoli apicali e fondamentali nello sviluppo dello gnosticismo, che viene raccontato come al massimo della sua espansione nel Medioevo. Molto interessante, e molto più che una coincidenza, sembra anche il ruolo della compagine femminile al suo fianco. Quella Elena, storicamente affermata come una prostituta di Tiro, nella quale il Mago vide la reincarnazione del pensiero di Dio, ma ostaggio di potenze cosmiche negative che dapprima l’avevano trasformata in quella Elena di Troia, pietra dello scandalo che originò la famosa guerra, e successivamente gettata in un bordello, dove rimase in attesa del suo avvento per essere redenta. Prostituta dal passato misterioso e successivamente redenta da un profeta… quante analogie con Gesù e Maria Maddalena.

Insomma, di Simon Mago è stato affermato di tutto e di più. Ma, come si dice, il Diavolo non è mai brutto come lo si dipinge. E, nel suo caso, la citazione sembra calzare come un guanto.

Per i cristiani fu il primo eretico; per gli esoteristi, un grande conoscitore dei segreti della Magia e dalle doti straordinarie. In ogni caso, sicuramente un personaggio con un forte carisma e, si presume, un buon seguito, ma al contempo con parecchie ombre. Quasi a dire l’archetipo del capro espiatorio.

Già… ma per quale motivo?

Partiamo proprio dall’epiteto, ossia “Mago”. Negli Atti degli Apostoli, Simone viene descritto come un abile incantatore che, utilizzando la magia, riesce a incantare i samaritani, suoi conterranei. La Samaria del I secolo d.C. era un’area che accettava culturalmente la coesistenza di più culti: religioni politeiste e culture di derivazione ellenistica e romana, l’ebraismo e il nascente cristianesimo, tutti con le relative declinazioni, varianti o versioni più o meno accreditate dai testi canonici.

Oggi potremmo definire i samaritani come “di mentalità aperta” oppure “molto tolleranti”. Si può quindi immaginare che, in mezzo a tutta quella varietà e a quella confusione, potessero sorgere culti, ordini o sette, magari anche di derivazione cristiana o giudaica? E si può anche convenire che tali realtà potessero fare proseliti?

È possibile che si potessero creare rivalità tra i vari culti, quelli antichi e consolidati e quelli nascenti, e che la cosa, di per sé, fosse naturale per l’epoca.

Potrebbe essere questo il caso di Simon Mago? Un profeta samaritano, conoscitore delle arti magiche, con doti di guaritore, carismatico, dietro al quale si era creato un certo seguito?

Se ci pensiamo, anche Gesù era un guaritore e faceva magie, no? Certo! Va specificato che lui operava miracoli e non magie, perché era espressione del potere divino, privo di qualsivoglia artificio. Questo ci raccontano i Vangeli. Ma i Vangeli sono stati scritti dopo e, a quel tempo, la differenza tra religione e magia non doveva apparire così netta come la vediamo noi oggi.

E ancora, è possibile ipotizzare che un personaggio come Simone, magari davvero cristiano di base – e questo lo giustificherebbe come eretico – in possesso di conoscenze che andavano ben al di là delle comuni capacità, potesse aver ricostruito un proprio culto e un proprio pensiero partendo dalle comuni conoscenze anticotestamentarie? Dopotutto, i samaritani potevano essere sì gente “di mentalità aperta”, ma erano al contempo i custodi della tradizione mosaica, insomma mica robetta. E dunque, è possibile che Simon Mago fosse un serio “competitor” dei primi cristiani?

Quante domande, che rimarranno tali. Non siamo in grado di rispondere in maniera esaustiva, ovviamente. L’intento della Bottega Esoterica è quello di stimolare la curiosità e invogliare a farsi domande, non per scoprire qualcosa di nuovo, ma piuttosto per provare a comprendere meglio quello che già conosciamo. Maliziosamente si potrebbe dire che la storia la scrive chi vince. Ma non è nemmeno sempre così e sicuramente non lo è nel caso del nostro Simon Mago, che possiamo dire abbia perso la guerra; tuttavia, su di lui rimangono ancora aperti moltissimi interrogativi che, al di là delle convinzioni religiose e delle versioni più o meno ufficiali, lo rendono una figura incredibilmente affascinante.

Un caro saluto e un appuntamento alla prossima puntata.

Sempre qui! Nella Bottega Esoterica.

Alessandro Bonet