Il giorno che cambia tutto, quando è già passato.

di Annelies Romanin

La notte alle mie spalle di Giampaolo Simi
Edizioni E/O

“Qualche volta la vita cambia in un giorno solo. Il difficile è capire quale. Il più delle volte te ne accorgi quando quel giorno è passato.”

Furio Guerri è un uomo rispettato da tutti, almeno all’apparenza.
Rappresentante di successo, marito affettuoso, forse un po’ troppo affettuoso, padre amorevole. Vive una vita agiata nella provincia toscana. Alla sua esistenza pare non mancare nulla. Eppure, sotto una facciata di normalità si nasconde l’ossessione dell’uomo per Caterina, un’adolescente, difficile e problematica. Furio non fa che spiarla, davanti scuola, attraverso i social, cerca di insinuarsi nella sua quotidianità, prova perfino ad avvicinarsi a lei tramite la sua insegnante. 

“Si dice che molti uomini abbiano una seconda vita.
Io sono uno di loro.
Di sicuro sono pochi gli uomini che possono raccontarla.
Io sono uno di loro.
Il mio nome è Furio Guerri”

La storia di Furio Guerri viene raccontata attraverso diversi salti temporali, dall’infanzia di emarginato, all’incontro con la futura moglie, la più bella della classe, fino al momento fatidico in cui tutto cambia per sempre. “La notte alle mie spalle” non è solo il titolo del libro, ma è la metafora di ciò che avviene nel romanzo. La narrazione culmina in un improvviso colpo di scena che ribalta le prospettive, obbligando il lettore a rivedere le proprie supposizioni sul protagonista e su ciò che realmente è accaduto.

Simi costruisce una trama che utilizza le sfumature del noir e del thriller, ma non esplora la parte “gialla” esteriore, quanto le motivazioni interiori, le pulsioni oscure del protagonista. Un romanzo disturbante, una profonda narrazione psicologica che conduce il lettore dentro la mente di un uomo ossessionato.

La vicenda viene raccontata attraverso i continui flashback e le prospettive cambiano continuamente confondendo il lettore e creando un ritmo che sembra un enigma da risolvere.

La voce narrante del protagonista dà al romanzo un’impronta intimista e inquietante.
“La notte alle mie spalle” è un romanzo profondo che va oltre il semplice noir.
Furio è un personaggio complesso, carico di ambiguità. Da un lato è un padre comune, dall’altro è un uomo morboso capace di pensieri e azioni moralmente discutibili.
La struttura narrativa è resa coinvolgente soprattutto dai continui salti temporali e dal mistero che rende la lettura imprevedibile.

I temi affrontati sono piuttosto spinosi: violenza, desiderio di controllo, ambiguità morale e decadenza della famiglia. Eppure, Simi li affronta senza falsa retorica, non nasconde la polvere sotto il tappeto, ma lo solleva, obbliga il lettore a percepirne lo sporco, glielo fa percepire in ogni modo possibile. L’autore riesce a dosare con equilibrio impeccabile suspence, tensione narrativa e introspezione psicologica. Simi non cade nei cliché ma li domina, valorizzandoli all’interno della narrazione.
Non è un romanzo di facile accesso, proprio per la natura disturbante della trama e per la lettura ricca di densità psicologica, sicuramente sconsigliato a chi cerca qualcosa di leggero e di puro intrattenimento. Inoltre, alcune situazioni narrate possono risultare un po’ crude per i lettori più sensibili.

“La notte alle mie spalle” è un romanzo noir psicologico intenso, crudo e ben costruito, che va oltre il semplice thriller, ma esplora i lati più oscuri della mente umana e della “normalità”. La narrazione fluida, ma complessa, insieme al protagonista disturbante e sfaccettato, offre una lettura avvincente e profonda, ideale per chi ama racconti psicologici con tensione e riflessione sociale, ma meno adatta a chi cerca una trama lineare o un “noir classico”.

Giampaolo Simi, classe 1965, viene considerato una delle voci più solide e mature del noir e del romanzo psicologico italiano contemporaneo. Dopo un esordio legato al giallo più classico, nel corso degli anni ha progressivamente spostato l’attenzione dei suoi romanzi dall’indagine esterna a quella interiore, concentrandosi sui personaggi più che sui meccanismi investigativi.

I suoi libri non cercano il colpo di scena spettacolare fine a sé stesso, ma una progressiva immersione nel disagio morale e psicologico dei protagonisti. Per questo è spesso accostato a una tradizione di noir “esistenziale”.
La sua prosa è asciutta, controllata, priva di fronzoli, ma carica di tensione. Non indugia sulle descrizioni superflue. È un artista della parola che ama il dettaglio che gli serve per definire un’azione o un’emozione in particolare.
La sua è una scrittura che lavora per sottrazione, lasciando spesso al lettore il compito di colmare i vuoti.

Il cuore della sua narrativa è la mente dei personaggi, spesso uomini comuni, apparentemente normali, che nascondono crepe profonde. Simi si fa strada attraverso quelle crepe, le mostra una a una, raccontando grazie a questo: l’autoinganno, la razionalizzazione del male, la distanza tra ciò che un personaggio pensa di sé e ciò che realmente è.

Spesso utilizza la prima persona o una focalizzazione molto ravvicinata, che costringe il lettore a entrare in una zona scomoda di empatia: non si “giudica” il personaggio dall’esterno, lo si abita. Tanto che dei tratti più riconoscitivi dell’autore è la totale assenza di giudizio morale esplicito. Non esistono buoni o cattivi, il confine fra bene e male è talmente labile da essere facilmente oltrepassabile da chiunque.

Questo è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, un viaggio nel mondo dei pensieri oscuri, un’esperienza in grado di cambiare la prospettiva del lettore. Personalmente ho apprezzato molto lo stile e la trama di questo romanzo, sono rimasta affascinata dal modo in cui l’autore ha analizzato i meccanismi psicologici del protagonista, per cui ne consiglio vivamente la lettura a chi apprezza il genere oppure desidera accostarsi a questa tipologia di romanzo. 

Buona lettura!

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