di Salvatore Sconzo
Fantômas non nasce: irrompe.
Sito italiano dedicato a Fantomas
Non entra nella letteratura come un personaggio, ma come una crepa. Una fessura nera nella fiducia borghese, nella legge, nell’ordine delle cose. Fantômas è l’ombra che cammina accanto alla città moderna, il suo doppio malato e irresistibile. È il criminale assoluto, il genio del male, l’uomo senza volto che cambia pelle come una parola cambia senso a seconda di chi la pronuncia.
Creato nel 1911 dalla penna febbrile di Marcel Allain e Pierre Souvestre, Fantômas appare per la prima volta in una serie di romanzi popolari pubblicati a ritmo serrato, quasi industriale, come se anche la scrittura dovesse inseguire la velocità del crimine che racconta. Eppure, dietro quella serialità apparentemente leggera, si nasconde un mito destinato a durare.
Ma chi è Fantômas?
Fantômas non ha identità fissa.
È chiunque e nessuno. Assassino, ladro, maestro del travestimento, illusionista della morte. Può essere un nobile, un mendicante, un poliziotto, un amico fidato. Non esiste un suo vero volto: esistono solo maschere.
La sua arma principale non è la forza, ma l’intelligenza. Pianifica delitti come partiture musicali, anticipa le mosse degli avversari, trasforma la paura in uno strumento narrativo. Fantômas non ruba solo denaro: ruba certezze.
Pregi e difetti di un criminale perfetto
I pregi
• Intelligenza superiore
• Capacità camaleontica
• Libertà assoluta dalle convenzioni morali
• Fascino oscuro, magnetico
• Visione lucida del caos umano
I difetti
• Mancanza totale di empatia
• Solitudine strutturale
• Ossessione per il controllo
• Incapacità di fermarsi
• Autodistruttività latente
Fantômas è un vincente che non può vincere davvero. Perché vincere, per lui, significherebbe fermarsi. E fermarsi equivarrebbe a morire.
I segreti di Fantômas
Uno dei segreti più affascinanti di Fantômas è che non ha un’origine chiara. Non sappiamo da dove venga, cosa lo abbia trasformato in ciò che è. Questa assenza di backstory – oggi impensabile – è la sua forza più grande. Fantômas non chiede spiegazioni: accade.
Un altro segreto è il suo rapporto ambiguo con la giustizia: senza Fantômas, anche i suoi inseguitori – come l’ispettore Juve – perderebbero senso. È il male che crea l’eroe, non il contrario.
Dal romanzo allo schermo e oltre...
Fantômas trova nel cinema muto una seconda nascita.
Tra il 1913 e il 1914 Louis Feuillade lo porta sullo schermo in una serie di film che sono oggi considerati fondamentali per la storia del cinema. Qui Fantômas diventa immagine pura: silhouette, mantello, sguardo immobile.
Negli anni successivi arriva:
• il fumetto, che ne amplifica l’aspetto iconico
• il cartone animato, che ne addolcisce i tratti per un pubblico più giovane
• le versioni cinematografiche più ironiche degli anni ’60, che lo trasformano quasi in caricatura
Ogni trasposizione lo tradisce un po’. Ma ogni tradimento lo mantiene vivo.
Nell'immaginario collettivo
Fantômas è stato visto come:
• simbolo dell’anarchia
• incarnazione della paura urbana
• ribellione contro l’autorità
• archetipo del supercriminale moderno
È l’antenato di molti villain contemporanei. Senza Fantômas, probabilmente, non avremmo certi Joker, certi Moriarty, certi anti-eroi che amiamo perché ci somigliano più di quanto vorremmo.
10 curiosità su Fantômas
1. I romanzi furono scritti a ritmo quasi settimanale
2. Fantômas uccide senza movente apparente
3. Non esiste una descrizione definitiva del suo volto
4. I surrealisti lo adoravano
5. Magritte e Cocteau lo citarono come influenza
6. È uno dei primi “villain seriali” della storia
7. Non prova rimorso
8. Cambia nome più spesso di quanto cambi arma
9. È sempre un passo avanti alla polizia
10. Non muore mai davvero
Fantômas nel tempo
Dal 1911 a oggi, Fantômas ha cambiato forma, tono, intenzione. Da incubo collettivo è diventato icona pop. Da minaccia reale a figura mitologica. Ma non ha mai perso una cosa: la sua funzione di specchio.
Fantômas ci guarda e ci chiede:
quanto ordine regge davvero il mondo in cui viviamo?
Nel tempo dei volti esposti, delle identità digitali, della sorveglianza continua, Fantômas resta scandalosamente attuale. Perché è l’uomo che sfugge. L’errore nel sistema. La parola cancellata a metà frase.
Fantômas oggi
Oggi Fantômas non corre sui tetti di Parigi.
Oggi vive nei margini, nei racconti, nelle maschere quotidiane che indossiamo per sopravvivere. È meno visibile, ma non meno presente.
Fantômas è il ricordo che il male non ha sempre bisogno di spiegazioni.
E che, a volte, la letteratura serve proprio a questo:
non a rassicurare, ma a inquietare.
Il Calamaio Elettronico: dove anche le ombre del fumetto hanno diritto di parola.