di Cristina Grazioli
Il tallone da Killer di Alessandro Robecchi
Parliamo di Alessandro Robecchi
Quando qualcuno chiede ad Alessandro Robecchi cosa fa nella vita, lui risponde: «Di solito scrivo». Una risposta bellissima, oltre che esaustiva.
E infatti lui scrive molto: giornalista, coautore degli spettacoli di Maurizio Crozza (e non solo), scrittore, ma anche direttore di programmi radiofonici.
Non si è precluso nulla: ha interagito con grandi testate, occupandosi di politica, satira, attualità e musica.
Andate a sbirciare la biografia sulla sua pagina: rimarrete stupiti nel vedere quante cose ha scritto e prodotto e scoprirete delle vere e proprie chicche.
COSA RACCONTA *IL TALLONE DA KILLER
I protagonisti sono due: «il Biondo» e «Quello con la cravatta», perché i serial killer professionisti non si possono mica chiamare per nome!
Insieme hanno fondato la Snap Srl (che non è un acronimo, ma un’onomatopea presa dai fumetti), azienda specializzata in omicidi su commissione.
Operano a Milano, ma sono disponibili anche a trasferte, in cambio di un congruo compenso.
Il loro cliente tipo è «un buon borghese dal reddito medio-alto», ma il mercato langue, la concorrenza avanza sempre più spregiudicata e approssimativa, proponendo prezzi stracciati e zero professionalità.
Urge trovare qualche nuova strategia di marketing, ma non è certo facile quando si ha un’attività di questo tipo, dove «la sicurezza prima di tutto».
«Che ci vuoi fare, mica possiamo mettere un cartello sui tram con scritto: “Snap Srl, omicidi di alta gamma dal 2013”.»
Questo pensano i nostri due professionisti, alle prese con il bilancio e le spese imprescindibili a cui sono sottoposti: schede telefoniche, noleggio auto, armi, strumenti all’avanguardia.
Forse, con la loro esperienza e capacità, dovrebbero provare a fare un salto di qualità, guardare verso i veri ricchi…
Ed ecco la loro opportunità: li contatta l’amante milanese di Andrea De Carli, un ricco gestore di fondi di investimento, invischiato in loschi affari e residente a Londra.
Da qui partono tutta una serie di peripezie tra il serio e il faceto, tra necrologi criptati, regole ferree, professionalità, soldi, inconvenienti e una nuova stagista.
«Il Biondo ribatte che loro non sono assassini. Cioè, sì, ammazzano un mazzetto di persone ogni anno, ma solo se qualcuno li paga per farlo: è un servizio […] un contratto. Ammazzare la gente per interessi personali, o perché ti ruba i clienti, non gli sembra etico.»
LA MIA OPINIONE
Il mio tallone da lettrice sono i titoli e le copertine: potevo non scegliere questo libro?
Un giallo spensierato, un noir ironico, dove l’etica trova collocazioni non propriamente morali, dove i cattivi non lo sono poi così tanto. In fondo, fanno un lavoro difficile e lo fanno con estrema professionalità.
E, dopo un po’, è inevitabile simpatizzare con loro, con le loro trovate, con i problemi che si trovano ad affrontare, con i casi della vita.
Lo si legge velocemente. Non aspettatevi grandi suspense: tutto è abbastanza chiaro sin dall’inizio, senza però togliere mordente alla storia.
Si sorride, a volte con amarezza, leggendo questo giallo, che è anche noir e che stravolge le regole del genere, dove i protagonisti non sono coloro che indagano, ma i killer stessi.
Unica pecca: nella seconda parte del romanzo, l’intreccio di nomi, strade e pseudonimi crea un po’ di confusione, rallentando la lettura. Ma poi tutto si dipana e si corre verso la fine.
Lo stile è ironico, diretto, graffiante.
I dialoghi sono più che credibili, quasi televisivi: mantengono il ritmo e danno respiro.
Una penna che affascina, divertente, mai banale.
Buona lettura!
ASCOLTA LA RECENSIONE
Voce di Violetta
Musica: Big Goose Blues - HD Studio