di Alex Bettucchi | Agenzia Alfa
Zakimort
Era il 1962 quando Diabolik iniziò la sua lunga corsa editoriale che lo vede protagonista ancora ai nostri giorni. Geniale fu l’intuizione di Angela Giussani che, ispirata dai romanzi francesi dedicati Fantomàs, comprese che l’Italia degli anni sessanta era pronta a un nuovo tipo di fumetto: quello del noir in formato pocket. Affiancata dalla sorella Luciana fondò la piccola casa editrice Astorina e diede vita al leggendario personaggio in calzamaglia di Clerville, eternamente innamorato della sua compagna/complice Eva Kant. Da allora sono passati decenni e Diabolik sta viaggiando in ottima salute verso il suo millesimo numero.
Quello che non tutti sanno è che l’Astorina nasce come una piccola costola indipendente della Astoria, la casa editrice del marito di Angela Giussani, cioè Gino Sansoni, che da diversi anni operava nel settore. La donna ottenne un piccolo ufficio proprio all’interno degli stessi locali della casa madre e, dopo alcune pubblicazioni di portata minore, fece centro proprio con Diabolik. La cronaca ci racconta che in seguito Sansoni e la Giussani si separarono, ma Gino prestò il proprio nome all’eterno avversario del criminale in calzamaglia diventando Ginko.
Sansoni cercò di accodarsi al grande successo dei fumetti noir e, a differenza di tanti piccoli epigoni che nacquero e sparirono in un lampo, cercò di creare un personaggio più solido e strutturato, rigorosamente in calzamaglia: Zakimort. Il progetto viene affidato a Pier Carpi per quanto riguarda i testi e a Pini Segna per la sua definitiva connotazione grafica, ma gli autori che si dedicarono all’opera furono molteplici, come ad esempio Flavio Bozzoli e Pietro Gamba.
Sotto la maschera di Zakimort si cela Fedra Garland, figlia di un malavitoso ucciso da una banda di gangster, che da quel momento decide di intraprendere una strada di riscatto dedicandosi alla lotta contro i criminali per vendicare il padre e compensare in parte il male da lui compiuto in vita. Già perché il soprannome Zakimort era proprio lo stesso utilizzato dal padre della Garland nell’ambito mafioso.
Ad aiutare la donna in calzamaglia, ecco i due guardaspalle Leo e Teddy che ignorano la sua vera identità. Come da copione, nella serie è presente lo sfortunatissimo tenente di turno, Gary Norton, che è poi il fidanzato della bella Fedra nella vita reale.
Zakimort esordì nelle edicole nell’agosto del 1965 e si sviluppò lungo due serie distinte fino al gennaio del 1974 per un totale di 115 numeri (tra cui alcune ristampe). La testata è stata un buon successo, basti pensare che ad un certo punto la pubblicazione divenne addirittura quattordicinale. Dopo la chiusura, un paio di storie inedite furono pubblicate su un volume della testata VIP POCKET.
Durante i quasi nove anni di vita, Zakimort fece una serrata pubblicità a Diabolik in quarta di copertina, tanto che sono più che evidenti i richiami grafici sia nella confezione che nel logo rispetto alla creatura delle Giussani.
Zakimort resta un fumetto importante nel panorama del noir italiano: dopo la triade degli inarrivabili Diabolik, Kriminal e Satanik è la testata che ha prodotto più albi e che è rimasta in edicola più a lungo, segno che l’abilità degli autori che c’erano alle spalle le avevano garantito una buona sopravvivenza. Zakimort era però un personaggio meno incisivo degli altri tre, meno trasgressivo, la scrittura è sempre risultata più leggera e, arrivati alla metà degli anni 70, gli equilibri cambiarono: entrò in scena il pocket erotico, il noir aveva concluso il suo ciclo ed era arrivato il momento di voltare pagina.
Diabolik resta oggi l’unico rappresentante originale di quella stagione fumettistica (affiancato dal molto più recente Il Morto della Menhir Edizioni), ma il grande pubblico meriterebbe di riscoprire le gesta di Fedra Garland, d’altronde le due testate furono figlie dello stesso momento storico e, per certi aspetti, anche della stessa famiglia. Forse è arrivato il momento di pensare ad una ristampa anastatica?
Buona lettura!